
Sono da due mesi che la mia osservazione è diretta al mondo che sta al di fuori di me. Osservo, esprimo le mie opinioni e racconto delle mie riflessioni.
In questi due mesi, mi sono resa conto come questa scoperta e perfezionamento dell’intelligenza artificiale e della tecnologia, stia portando l’essere umano ad un completo scollegamento da sé stesso e da tutta quella sfera invisibile che rientra nelle proprie percezioni, emozioni e pensieri.
Attualmente l’intelligenza artificiale sa fare tutto: sa consigliare e sa come prendere il posto di una qualche figura con studi importanti. Basta digitare il prompt ed il gioco è fatto e così, in un batti baleno, puoi avere consigli e direttive come se parlassi con un oracolo o con una persona esperta di marketing.
Ma quanto può essere pericoloso avere queste possibilità?
Quanto può essere controproducente affidarsi totalmente ad essa?
Fino a che punto l’essere umano può spingersi ad usarla?
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Ecco che la mia opera interviene come un urlo di trasgressione a tutto questo, cercando di riportare i valori della calma e dell’ascolto in questa società che, tra la frenesia e gli obblighi, porta l’essere umano a sacrificarsi e a perdersi.
AlchemYart
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