Sono del parere che il dolore, e non “la cultura del dolore”, bisogna viverlo e possibilmente sentirlo il più possibile.
Non parlo del “vivere male e del fare qualcosa che non ci piace”, parlo proprio del vivere il dolore: quello che vivi sulla pelle, all’interno del tuo cuore, quando brucia ogni cosa.
Ed è così facendo che ti libererai a te stesso. Non perché sei un martire o perché lo vuoi intenzionalmente fare, ma perché DEVI!
“Dover vivere il dolore” non è una scelta come scegliere se ordinare la pizza o il sushi, ma diventa una scelta di viverlo quando senti già che stai bruciando. Non sicuramente per fare la vittima e per ricevere la lode, ma solo per “ascoltarti realmente”:
Perché ho dolore?
Cosa mi sta procurando dolore?
Cosa mi vuole raccontare questo dolore?
Non è sempre facile porsi queste domande, soprattutto quando ti stai contorcendo, ma posso garantire che già pronunciandole si crea dello spazio per poter “vedere oltre”.
Non sono un’amante del motto “bevo così passa”, ma preferisco essere Libera e saper ascoltare qualcosa che apparentemente è brutto per poterlo comprendere.
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