Avevo bisogno di silenzio attorno a me. Anche scrivere, mi procurava un certo eco di dolore, facendo scaturire dentro me delle risposte automatiche che non potevo controllare.
In realtà, ho sempre pensato che parlare, confrontarsi e schiarirsi le idee con qualcuno di fidato, potesse aiutare per considerare la situazione in maniera diversa, più da lontano senza carico emotivo; ma invece mi sbagliavo di grosso e ne sono rimasta alquanto esterrefatta.
Come un fulmine a ciel sereno, mi sono resa conto che la mia verità è un’altra: ossia che il Silenzio ( ed è sempre lui che entra in gioco), ancora una volta, è il protagonista di questo episodio della mia esistenza.
Ancora una volta, come per magia, non sono mancati episodi che mi hanno fatto capire quanto abbia una fragilità talmente delicata da dover prestare attenzione a dove portar i piedi.
È stato come aprire una porta che non è mai stata aperta.
Forse per troppo tempo ho fatto la dura.
Forse per troppo tempo, mi sono dimenticata di me.
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