Ho riflettuto seriamente all’argomento di ieri: la fragilità.
E se fosse proprio lei, quella porta del passato che si deve chiudere?
Non con disprezzo e ostilità, ma chiudere per amor proprio e per rispetto di sé stessi.
Naturalmente, non parlo di una parte di noi, ma semplicemente di fare pace con il passato: con tutte quelle cose che ci sono capitate e che non sono state -forse- accettate, viste e vissute nella maniera più opportuna. E lo dico perché ho notato una correlazione molto sottile tra le mie fragilità e le interpretazioni con le quali interpreto il mondo esterno: che sono proprio quelle interpretazioni che erroneamente, ti portano a non vedere la Verità.
Ogni tanto sembra così confuso però, d’altra parte, mi rendo conto che finché non si iniziano a delineare confini saldi interiori assieme ad una presenza ferrea, si tenderà a restare come una nave in un oceano.
E ancora una volta, ma d’altronde come sempre accade, mi stupisco di come Noi siamo il centro della nostra vita.
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