Oggi sedendomi sotto ad un albero, sono riuscita a percepire quella magica sensazione di Vita che permea il creato: era tutto perfetto.
La brezza dei colli francesi, gli uccellini che cantavano, il cane che annusava l’erba e il sole che mi riscaldava con i suoi raggi.
Ed è con ciò che ti ricordi chi sei.
Sempre caro mi fu quest’ermo colle,E questa siepe, che da tanta parte
Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura.
E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei.
Così tra questa
Immensità s’annega il pensier mio:
E il naufragar m’è dolce in questo mare.
Giacomo Leopardi, l’infinito (1819)
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