Eccoci qua, di ritorno.
In realtà non ho avuto troppa voglia di scrivere “cose”: avevo bisogno di concentrarmi su me stessa e rivolgermi al mio interno, in maniera intuitiva e senza un qualche scopo per fare un “qualche cosa”.
Con questi miei piccoli scritti, spero sempre che possano portare ispirazione a qualcuno, nella forma di cui egli ha bisogno : non per vanto, ma per il semplice fatto che tutto è “facile e difficile” per ognuno di noi, in funzione delle nostre “gabbie”.
In questo precedente periodo di “chiusura” personale, ho potuto effettivamente constatare quanto sia importante questo paradosso: “farci attraversare da ogni evento con l’innata capacità di non farci sradicare”.
Personalmente, amo i paradossi perché hanno la capacità di offrirti i due poli di una medesima cosa e tu, facendone esperienza viva, hai la possibilità di espanderti restando più incredulo di prima a questa manifestazione di “vita” che può portare il tuo nome.
Ma al di là di ciò che potrebbe sembrare quasi “teorico”, la cosa fondamentale che ho potuto prender atto come “cosa fondamentale”, è l’atto di Essere ciò che Siamo Realmente: ma non dalla libertà di essere “immediati nella reazione”, ma piuttosto dalla libertà di chiedersi “che cosa voglio fare/dire realmente?”
Lascia un commento